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Quanti sono i
tipi di donazione?
I tipi di donazione sono fondamentalmente due: la donazione di
sangue intero e la donazione di emocomponenti mediante aferesi.
Con la aferesi si può raccogliere plasma (plasmaferesi),
piastrine (piastrinoaferesi), globuli bianchi (leucaferesi)
Cos’è una unità di sangue?
Una unità di sangue è costituita da 450 ± 10% ml di sangue che
viene raccolto durante una sola donazione.
I soggetti sani hanno circa 5-6 litri di sangue e possono
tranquillamente perderne una quantità pari a 8-9% del volume
totale, equivalente ad una unità di sangue.
Cos’è un emocomponente?
Tutto il sangue intero raccolto dal Servizio Trasfusionale viene
diviso nei singoli componenti, in modo che una sola donazione
possa aiutare tre pazienti.
I principali emocomponenti sono rappresentati da globuli rossi,
che servono a trasportare l’ossigeno dai polmoni a tutti gli
altri organi e tessuti; piastrine, che servono a favorire
l’arresto delle emorragie e plasma che contiene soprattutto
albumina, fattori della coagulazione e anticorpi.
Cos’è l’emoglobina?
E’ una proteina che si trova all’interno dei globuli rossi e
serve a legare l’ossigeno, consentendo così al sangue di portare
questo”carburante” a tutti gli organi del corpo. I valori minimi
richiesti per legge ai Donatori sono di 13,5 per gli uomini e di
12,5 per le donne, con i valori più bassi, pur potendo decidere
il medico di far donare, è preferibile donare plasma e/o
piastrine, oppure soprassedere alla donazione.
E’ affidato al Medico il compito di valutare caso per caso e
prendere la decisione che più tuteli la salute del Donatore.
Perché per fare una donazione di sangue bisogna compilare un
questionario, fare una visita medica, accertare il valore
dell’emoglobina, fare delle analisi obbligatorie?
Per evitare o ridurre la trasmissione di virus ed altre
infezioni è necessaria una stretta collaborazione tra donatore
ed il medico trasfusionista: il donatore dovrà riferire al
medico ogni abitudine di vita o di comportamento che sia a
rischio di trasmissione; il medico aiuterà con domande
appropriate la ricerca degli eventi a rischio.
Per questo è stato elaborato un apposito questionario che
aiuterà il compito di entrambi. Oltre a ciò su ogni donatore,
all’atto della donazione o prima della stessa, vengono ricercati
obbligatoriamente i marcatori per i virus HIV, HCV, HBV e per la
sifilide. Solo le donazioni negative per questi marcatori
vengono validate e possono essere utilizzate.
E’ da tenere presente che tra il momento in cui si contrae
l’infezione e la possibilità di rilevarla con gli esami di
laboratorio intercorre un periodo (da qualche giorno a pochi
mesi) durante il quale i test possono risultare falsamente
negativi. E’ quindi importantissimo per la sicurezza delle
trasfusioni che il donatore comunichi qualsiasi situazione che
possa averlo esosto al rischio di contrarre una malattia
trasmissibile con il sangue.
Completa l’indagine una accurata raccolta della storia sanitaria
del donatore, una visita clinica ed esami diagnostici, compresa
la determinazione dell’emoglobina che viene effettuata
immediatamente prima della donazione; tutti questi atti hanno lo
scopo di rendere la donazione sicura e senza rischi anche per i
donatore.
Allo scopo di tutelare la salute dei pazienti è inoltre
opportuno che il donatore comunichi tempestivamente al servizio
Trasfusionale eventuali malattie insorte subito dopo la
donazione, in particolare febbre, malattie infettive ed epatiti.
Cos’è il consenso informato?
Il consenso informato è l’atto con cui il donatore dichiara la
sua libera volontà di effettuare la donazione. Il consenso si
chiama “informato” perché è conseguente ad informazioni che il
medico trasfusionista deve fornire al donatore sugli scopi della
raccolta, sulle modalità e sui rischi della donazione, sul
comportamento post-donazione, etc..
In modo sintetico queste informazioni sono contenute in questo
opuscolo, ma potranno essere ulteriormente sviluppate nel
colloquio che si svolgerà durante la visita pre-donazione.
Non avere timore di fare domande e pretendi chiarezza, non puoi
dare un vero consenso, se non hai ben compreso.
Cosa vuol dire autoesclusione?
In ogni fase della procedura di donazione puoi decidere di
ritirarti.
Se hai già iniziato a donare, puoi chiedere di interrompere la
donazione; se hai completato la donazione puoi chiedere
l’eliminazione della sacca con una procedura che tuteli la tua
riservatezza rivolgendoti ad una medico del Servizio
Trasfusionale.
Cosa vuol dire esclusione temporanea?
Vi sono varie condizioni di salute o comportamenti che
presentano un rischio temporaneo di danno per il donatore oppure
per il ricevente.
In questi casi il donatore viene prudenzialmente sospeso dalla
donazione per un periodo di tempo determinato.
Cosa vuol dire esclusione permanente?
Qualora le condizioni di salute del donatore non consentano la
donazione ed il rischio di trasmissione di malattie infettive o,
comunque, di provocare danno al ricevente o al donatore stesso
con il prelievo sia certo o molto probabile, il donatore viene
dichiarato non idoneo e sospeso definitivamente dalla donazione.
La selezione del donatore viene effettuata in base ai criteri
medici stabiliti dalla normativa corrente.
Cosa succede se qualche esame del Donatore risulta alterato?
Se un esame di laboratorio o strumentale dovesse risultare
alterato, il donatore sarà richiamato per gli opportuni
controlli.
Cosa succede se il donatore risulta positivo per qualche
test?
Se un test risulta positivo o dimostra una patologia, esso verrà
ripetuto per conferma. Qualora la positività venisse confermata
in tutti i controlli, la unità raccolta verrà eliminata ed il
Servizio informerà il donatore in modo riservato e
personalizzato. Tutti i risultati dei test sono trattati con
riservatezza
Quanti donatori sono stati trovati positivi per HIV, HBV, HCV?
In tutta la popolazione si riscontra, in media, la presenza di
anticorpi anti-HIV in un soggetto su 20000, il marcatore per
l’epatite B in un soggetto su 100 e l’anticorpo per l’epatite C
in uno su 200.
Nei donatori abituali tali presenza è molto minore.
Quale è il rischio per chi riceve una trasfusione?
Il rischio di contrarre l’AIDS e le epatiti b e C attraverso la
trasfusine di sangue ed emocomponenti è estremamente ridotto da
quando sono stati introdotti i test per la ricerca dei markers
virali specifici. Ancora oggi, però, il rischio di trasmettere
l’epatite B e, in particolare, l’epatite C rimane lievemente più
elevato che quello per l’AIDS.
E’ per questo che la selezione del donatore deve essere accurata
e richiede la collaborazione del donatore stesso.
Si può prendere l’AIDS o altre infezioni virali donando
sangue?
NO, non si può prendere l’AIDS né le altre infezioni virali
donando sangue. Tutto il materiale usato per i salassi è sterile
e monouso, viene usato una sola volta e poi eliminato.
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